Conclusione del progetto Frailbiotrack

Si è concluso lo scorso 30 aprile il progetto di ricerca Frailbiotrack, innovativo studio sulle radici biologiche della “fragilità” nell’anziano, promosso da Fondazione Mondino IRCCS di Pavia, in collaborazione con Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso e Istituto Mario Negri di Milano, con il contributo di Fondazione Cariplo.

I risultati del progetto, che ha coinvolto una popolazione di 762 anziani per studiare i meccanismi che causano la fragilità di chi invecchia, sono stati presentati a marzo nell’ambito della Settimana del Cervello.

Lo studio ha consentito di identificare alcuni marcatori biologici degli stati infiammatori a carico dell’organismo, un processo tipico nell’invecchiamento ma che aumenta significativamente nei soggetti più fragili rispetto agli anziani che si mantengono in buona salute. In particolare, il ruolo delle microvescicole cellulari nel diffondere l’infiammazione potrebbe aprire nuove prospettive per gli studi sui meccanismi dell’invecchiamento.

I ricercatori hanno avuto a disposizione una popolazione omogenea per un lungo periodo di tempo: le persone reclutate, nate tra il 1935 e il 1939 e residenti ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, erano state incluse nel 2009 nello studio InveCe.Ab – invecchiamento cerebrale in Abbiategrasso e rivalutate nel 2012, nel 2014 e nel 2018.

Questo ha consentito di tracciare un quadro del fenomeno: in un arco di 8 anni, i soggetti definiti fragili sono aumentati dal 7,5% al 26,4%. Sono quindi più che triplicate le persone che hanno visto peggiorare le proprie condizioni di salute, spesso con perdita dell’autonomia e necessità di maggiore assistenza. Di contro, le persone non fragili sono diminuite dal 36,2% al 16,1%, scivolando in una condizione di “pre-fragilità” o di fragilità.

Leave a Reply

Your email address will not be published.