Il progetto FRAILBIOTRACK
Association between frailty trajectories
and biological markers of aging

La fragilità

La fragilità è una sindrome geriatrica caratterizzata dalla riduzione multisistemica delle riserve funzionali, che espone l’individuo a un aumentato rischio di eventi avversi come la disabilità, frequenti ospedalizzazioni e morte.

Fattori biologici come la disregolazione di processi infiammatori, l’instabilità genomica, stress ossidativo e disfunzioni mitocondriali sono stati associati alla fragilità nell’anziano.

Tuttavia, esistono pochi dati riguardo i cambiamenti longitudinali di questa sindrome e i relativi meccanismi patofisiologici.

La fragilità tende ad aumentare con il passare del tempo, ma la sua evoluzione può essere modificabile e alcune disabilità reversibili, perciò valutare i meccanismi molecolari sottesi alla fragilità risulta estremamente importante.

Il contributo di Fondazione Cariplo
Il bando 2017 della Fondazione Cariplo per la ricerca biomedica ha avuto come tema la “fragilità”.
La Fondazione Mondino di Pavia, la Fondazione Golgi Cenci e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano hanno presentato il progetto dal titolo “Association between frailty trajectories and biological markers of aging – FRAILBIOTRACK”, che ha ottenuto un finanziamento di 380.000,00 euro.

Il progetto

Il progetto Frailbiotrack prevede il reclutamento di circa 700 persone fra quelle che già hanno partecipato allo studio “InveCe.Ab” (realizzato dalla Fondazione Golgi Cenci e dalla Federazione Alzheimer Italia) per eseguire una valutazione multidimensionale e prelevare i campioni che verranno analizzati nei laboratori biologici.
In questo modo sarà possibile valutare le traiettorie di fragilità e i marcatori biologici ad esse associati in soggetti anziani.

Gli obiettivi

L’obiettivo principale del progetto è identificare diverse traiettorie di fragilità in una popolazione di soggetti anziani seguiti nel tempo e valutare i cambiamenti biologici ad esse associati, in modo da evidenziare potenziali meccanismi patofisiologici della fragilità nell’anziano.
Obiettivi specifici sono:

  • individuare le diverse traiettorie di fragilità in una popolazione di anziani seguita longitudinalmente nel tempo e stimare il tasso di sopravvivenza ad esse relativo
  • ricercare i cambiamenti biologici associati all’invecchiamento e allo stato di fragilità dei soggetti
  • valutare la presenza di danno mitocondriale in associazione allo stato di fragilità
  • valutare il ruolo dei marcatori biologici di fragilità evidenziati nella fase clinica, in modelli cellulari e animali.

Le strategie

Per conseguire gli obiettivi, saranno convocati tutti i partecipanti dello studio InveCe.Ab e rivalutati in modo multidimensionale (prelievo ematico, valutazione antropometrica, sociale, clinica e neuropsicologica). Insieme alle valutazioni precedenti (dal 2009 al 2014), verranno delineate le traiettorie di fragilità e i relativi tassi di mortalità.
Sul plasma ottenuto durante le precedenti valutazioni, si analizzerà la presenza di marcatori biologici associati all’invecchiamento e alle specifiche traiettorie di fragilità come miRNAs, exosomi/vescicole extracellulari, diversi metaboliti e molecole pro e anti-infiammatorie circolanti. Verrà inoltre indagata la funzionalità mitoncondriale e la presenza di processi apoptotici in relazione ai diversi profili di fragilità.
Il ruolo degli analiti, che durante la fase clinica di questo progetto sono stati associati a fragilità, quindi, verrà analizzato a livello molecolare in modelli cellulari e animali.

I risultati attesi

Gli obiettivi proposti e le strategie adottate permetteranno di rilevare differenti profili di fragilità e se ad essi sono connessi differenti tassi di sopravvivenza. Inoltre, questo studio permetterà di evidenziare biomarcatori specifici di fragilità e di differenziarli dai quelli associati all’invecchiamento. Infine, i marcatori biologici che risulteranno associati alla fragilità verranno studiati in modelli cellulari e animali, con la possibilità di testare anche potenziali molecole atte a contrastare il loro effetto.